L’esempio che non cammina ma corre

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Avrei voluto iniziare questa rubrica parlandovi di un altro Esempio, un ultra corridore, un uomo in grado di farvi alzare dal divano e farvi iniziare a correre a più non posso.

Visti i recenti avvenimenti paraolimpici ho dovuto, anche per dovere di cronaca, invertire la scaletta e iniziare questo appuntamento bimensile con una delle persone che più può ispirare nella vita sia per fare sport che a muoversi. Era il 14 settembre del 2001, tre giorni dopo uno dei giorni più importanti della storia contemporanea, Alex si trovava in Germania per disputare una gara del campionato del mondo di Formula CART. A 14 giri dalla fine, probabilmente a causa di olio sulla traiettoria d’uscita dai box, perse il controllo dell’auto e venne colpito da un concorrente che sopraggiungeva. 18 interventi chirurgici gli salvarono la vita, ma non le gambe, subì l’amputazione di entrambi gli arti inferiori sopra al ginocchio.

Qualche mese dopo durante la cerimonia di Autosprint, nota rivista di motori, dei caschi d’oro si presentò sul palco per ritirare un premio, probabilmente alla non fortunatissima carriera, in sedia a rotelle tra lo stupore dei più in platea. Il minuto successivo al suo arrivo sul palco, Alex era in piedi, dopo 18 operazioni subite e senza gli arti inferiori, riuscì a dire che non era così emozionato da tanto tempo e che gli tremavano le gambe!

In quel posto, su quel palco, in mezzo a tutte quelle persone e agli amici in lacrime Alex fece vedere la sua vera forza, il suo potere. Ebbene sì, Alex Zanardi ha un potere, quello di compiere imprese difficilmente immaginabili a noi persone “umane”, come ad esempio rimettersi al volante e vincere un Campionato italiano di Super Turismo nel 2005, di mettersi in testa di andare alla Paraolimpiadi a 46 anni, di vincere con l’hand bike due ori e un argento, quella di tornare sulla soglia dei 50 e di vincere di nuovo due ori e un argento, o ancora concludere per ben due anni una delle gare più estenuanti al mondo: l’Iron Man di Kona, alle Hawaii.

Ma Alex non è solo questo, Alex è un ragazzino a cui piace provare in prima persona qualsiasi cosa, la sua più bella immagine ce l’ho attaccata sul muro del mio ufficio, lo ritrae seduto in terra, ancora vestito con il completo da bici che traffica con un movimento centrale sulla sua hand bike. Quest’uomo è unico perché nonostante le sue grandi potenzialità e doti si concentra nel fare cose assolutamente ininfluenti per i più, ma indispensabili se è la passione a muoverti.

Nella prima metà di Ottobre Alex è tornato al volante, grazie al costante supporto del Team Bmw Italia, e nella seconda gara di giornata del Campionato Italiano di Gran Turismo al Mugello ha superato per primo la linea del traguardo. Ecco questa è la sua forza, la brillantezza dell’animo e il luccichio nei suoi occhi che fanno capire quanto sia una persona d’esempio ai più e un uomo dal quale prendere ispirazione magari proprio quando non riusciamo ad alzarci dal divano perché ci fa male una caviglia. La vita di Zanardi ha subito un grosso trauma ma lui è sempre e solo riuscito a trarne delle motivazioni per poter continuare a divertirsi e a divertire. Una delle cose migliori da fare è ascoltare le sue interviste, nelle quali con assoluta tranquillità e schiettezza minimizza sulle sue imprese dando sempre più importanza a quello che verrà e ci stupirà sempre e ancora di più noi comuni normodotati.

Questo è Alex Zanardi, Signori.

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