#4. La bontà a portata di mano

Gusto, qualità, praticità, tradizione ma anche innovazione. In due parole: street food. La massima espressione di cultura gastronomica, l’ultimo baluardo dell’identità di un territorio. Sto esagerando, dite? Beh, provate a pensare al lampredotto di Firenze, al pani ca’ meusa di Palermo, alle sgagliozze di Bari, alle sfogliatelle di Napoli, alla piadina romagnola, al supplì romano… afferrato il concetto?

Lo street food non è soltanto una moda degli ultimi anni, è il prodotto di un mestiere antichissimo.

Ok, magari non antico quanto quello a cui starete pensando ora, ma quasi: il primo esempio di cibo da strada risale a migliaia di anni fa, quando gli egizi iniziarono a friggere il pesce e a venderlo per le vie di Alessandria. L’usanza è stata poi adottata in Grecia e a seguire nell’impero romano, peccato che non avessero ancora scoperto le patate.

Le famiglie meno abbienti vivevano per lo più in case sprovviste di cucina, e nutrirsi in questo modo pratico, e soprattutto economico, rappresentava la quotidianità.

Il cibo da strada ha accompagnato l’evoluzione della civiltà umana nel corso dei secoli, arricchendosi e trasformandosi in infinite varianti, andando ad istituire le fondamenta della cultura gastronomica di ogni paese. Proprio a causa delle sue origini povere, questo tipo di cucina non ha mai goduto di grande considerazione, ma negli ultimi tempi la situazione si è completamente capovolta.

In un mondo totalmente globalizzato, in cui basta scendere sotto casa per cenare con piatti tipici della Cambogia, del Botswana o del Kirghizistan, si sta ritrovando l’amore per la semplice, accogliente e deliziosa cucina tradizionale. Si è vero, sono un “tantinello” di parte.

Ormai sono sempre più numerosi i festival o le sagre dedicati alla riscoperta del cibo da strada e a questo proposito ho voluto intervistare uno dei fondatori degli Eternal Eagles, il nostro amato capitano Lorenzo Letta, cofounder ed event manager di Tastreet.

Come è nato Tastreet?

È una domanda che faccio anche a me stesso! A parte gli scherzi, Tastreet nasce dalla volontà di quattro ragazzi, provenienti dagli eventi notturni di Roma, che si sono dati una risposta alla domanda che affligge molti nostri coetanei: “cosa faccio da grande?”, ci siamo detti “beh facciamo quello che facciamo da sempre, eventi! Ed uniamolo ad un’altra grande passione, il cibo!”

E così, trovandoci di fronte ad un notaio e al nostro legale, abbiamo fondato a Marzo la nostra società che, ormai, è diventata una figlia più che un semplice lavoro.

Qual’è l’obiettivo dell’organizzazione?

L’obbiettivo della nostra struttura è nel nostro slogan “we build this city on grandma’s recipes”, costruiremo questa città sulle ricette della nonn! Tradotto in linguaggio non standardizzato vuol dire che la nostra volontà è quella di riportare lo street food alla sua dimensione naturale, cioè quella popolare, e chi è il grande capo della famiglia nella tradizione popolare? La nonna! E vogliamo davvero farvele gustare tutte, di ogni angolo sperduto del mondo! Intanto iniziamo da Roma…

Molti ritengono che il cibo da strada sia solo spazzatura. Come risponderesti a queste persone?

Il cibo da strada, come il cibo del ristorante o il cibo del supermercato, è frutto di tante cose, ma la principale, insieme alla bravura del cuoco, è la qualità dei prodotti. Quando si mangia cibo da strada cucinato con prodotti di alta qualità e soprattutto non se ne abusa, non si può parlare di cibo spazzatura ma più di una deviazione gustosa da uno stile alimentare che va, ringraziando il cielo, sempre più nella direzione del salutismo.

Tastreet è giovanissima, eppure, fin dal primo festival, ha riscosso moltissimo successo. Qual’è il vostro punto di forza?

Il nostro punto di forza è l’amore profondo per il cibo e la qualità dei truck che facciamo esporre nei nostri eventi. C’è un lavoro di team a 360 gradi quando scegliamo chi lavorerà con noi e cerchiamo di accontentare proprio tutti, da chi mangia ogni cosa a chi, per svariati motivi, sceglie di mangiare solo alcune cose, e chi per motivi di salute deve stare lontano dalle farine con glutine.

Finora avete organizzato il supplì festival, l’OTTObirRATA romana e il polpetta festival. Avete già altri eventi in programma?

Gli eventi passati sono stati un successo, hai ragione, ma si può sempre migliorare. Per questo ora stiamo correggendo le piccole cose che ci sono state fatte notare dai nostri clienti ed espositori e poi ci dedicheremo anima e corpo al prossimo lavoro, di cui posso solo anticiparvi che che sarà qualcosa di magnifico ad aprile!

Infine la domanda più importante: vi serve un’assaggiatrice ufficiale?

Assaggiatrice? Preparati ad un addestramento durissimo di “metti la salsa togli la salsa” allora!

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