Meet the Eagles – Luca Laurenti


Sulle nostre magliette portiamo la sua firma, ai nostri cheering point le sue creazioni sono una costante, e grazie alla sua matita il pavimento dell’Hangar dell’Ex Caserma Guido Reni, in occasione di Ginnika 2016, è stato piastrellato con i ritratti dei membri della Crew.

Noi l’abbiamo fatto parlare di se senza matita. Ecco l’intervista al Maestro Luca Laurenti. 

Come ti chiami, quanti anni hai e cosa fai nella vita? 

Sulla carta d’identità c’è ancora scritto Luca Laurenti, ancora per poco ho 32 anni e faccio tutto quello che mi rende felice, tra cui l’illustratore e l’art director.

Quello che fai oggi è il lavoro che avresti voluto fare da bambino?

Disegno e mi sporco le mani con i colori da quando ho memoria. Volevo fare l’attore di film drammatici in Francia, ma non ce la faccio a rimanere per troppo tempo serio. Non c’è un solo momento, ma diversi momenti che mi hanno permesso di capire che la strada intrapresa era quella giusta, o quantomeno quella che avrebbe dato gioie e dolori in maniera alternata. Una cosa è certa: fra dieci anni mi vedo un uomo felice, o quanto meno uno che si è impegnato per esserlo.

Perchè il tuo nome d’arte è “Mklane”?

Perché “Javier Bardem” era stato già usato.

Tra tutti i lavori che hai fatto, quale è quello a cui resti più legato?

I “lavori” a cui sono più legato sono quelli che ho fatto per delle persone, perché mentre li realizzavo pensavo a loro.

Avevo più o meno 7 anni quando portai nella mia classe un disegno di Lupo Alberto. Nessuno credeva che l’avessi fatto io. Dopo essere stato deriso e preso in giro da tutti, insegnante compresa, il giorno dopo tornai con 11 disegni di Lupo Alberto per tutti quei bambini carini, e uno per quella stronza con i capelli a caschetto.

La richiesta più stravagante che ti abbiano mai fatto?

Lei: “Riesci a fare qualcosa che esprima ciò che penso?”

Io: “Si, ma che pensi?”

Lei: “Aspetta che ora ci penso”.

In occasione del tuo compleanno, ci sarà un evento particolare, cosa succederà l’ 8 Giugno?

Quando avevo 9 anni ho fatto la mia unica e sola festa di compleanno. Di solito le organizzo per gli altri, e dato che non sono bravo a farne per me, ho capito che la cosa migliore era fare una mostra, l’8 Giugno appunto. Durerà 3 ore e 30 minuti e in quell’occasione sarò io a regalare qualcosa a chi verrà.

Parliamo di sport: quali hai praticato prima di incontrare gli EE ed iniziare a correre con noi? Puoi sfatare il mito dell’artista che aborra lo sport, o lo confermi in pieno?

Le botte che ho preso a judo, i tiri da 3 sbagliati a basket, le traverse e le ginocchia perennemente sbucciate a calcio, mi hanno fatto capire che era meglio tornare a disegnare…ma anche correre non è male. Mi sono unito a voi perché venivo da qualcosa di irrisolto e avevo bisogno di trovare altre persone con cui star bene. Rimango perché mi piace vedere gli Eterna Eagles come una seconda famiglia, dove incazzature e risate sono ben equilibrate, dove poter crescere e aiutare le persone, dove poter mettere alla prova te stesso senza essere giudicati; in fondo, siamo una famiglia.

Un film che tutti dovrebbero vedere?

Quello che dovrebbero vedere i membri della mia crew è “Le ali della libertà”, parla del valore dell’amicizia. Chi trova un amico non trova un tesoro, semmai lo condivide.

L’ultimo libro che hai adorato?

“La veglia di Finnegan” di James Joyce.

Una canzone che ascolteresti all’ infinito?

Più che una canzone, preferirei ascoltare le onde del mare.

 

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