Aiuto, ho la Periostite!

Molto spesso i runner si trovano a dover combattere, specialmente nei periodi in cui aumentano i carichi di lavoro, contro fastidiosi e ricorrenti dolori a livello della tibia.

La diagnosi (a volte rilasciata dal “dr. Google”) che più frequentemente emerge in questi casi è quella di PERIOSTITE TIBIALE.

Che cosa è la periostite o sindrome da stress mediale tibiale?
La periostite è un’infiammazione a carico del periostio, una membrana che ricopre tutte le ossa che ha una funzione di nutrimento, protezione e rigenerazione ossea.

Nonostante la causa sia ad oggi ancora sconosciuta, nel runner le situazioni che più frequentemente scatenano la questa patologia sono:

  • Abbinamento della corsa con altri sport, sia di contatto e traumatismo ripetuto (calcio), sia associata a traumatismo e sovraccarico ripetuto come i balzi (basket e volley).
  • Combinazione di lunghe distanze con scarpe non idonee (poco ammortizzamento)
  • Corsa in discesa
  • Sovrappeso
  • Piede cavo-pronato, in cui il tallone tende a poggiare verso l’interno mentre il resto del piede si direziona verso l’esterno, in un piede in cui l’arco plantare risulta aumentato
  • Marcata dismetria (differenza di lunghezza) degli arti inferiori, che comporta una distribuzione del carico alterata.

In questa patologia (come in altre) è fondamentale ricorrere ad una visita specialistica ortopedica e non effettuare autodiagnosi, perché ne esistono alcune con caratteristiche e sintomi molto simili:

  • La Sindrome del compartimento anteriore causata, per esempio nei maratoneti o nei pattinatori o negli sciatori, da un aumento della pressione da contatto al di sotto della fascia che rallenta il flusso sanguigno favorendo stress e mancata ossigenazione ai tessuti della zona.
  • La Sindrome del muscolo tibiale anteriore che se trascurata certo può essere poi causa di periostite. Il muscolo può andare in sofferenza a causa di microtraumi dovuti ad allenamenti in maratona o su terreni collinari, oppure, situazione più frequente, perché non viene effettuato il movimento completo del piede, che comporta il mantenimento del piede in flessione dorsale per un periodo maggiore, con successiva sofferenza del muscolo tibiale anteriore.
  • Fratture da stress (diagnosticate con radiografie o risonanza magnetica nei casi più subdoli).

Come evitare questo fastidioso problema?

Per scongiurare l’insorgenza della temuta periostite (o per evitare la cronicizzazione della patologia dopo un primo evento acuto) è molto importante scegliere le giuste scarpe da running per correre senza provocare traumi alle gambe. A questo proposito è indispensabile sapere che tipo di piede e di appoggio si ha, eventualmente ricorrendo ad analisi specifiche dell’appoggio del piede. Inoltre i tendini e i muscoli degli arti inferiori hanno bisogno di essere preparati al meglio prima di cominciare la corsa. Lo stretching e il riscaldamento sono essenziali per evitare stiramenti e strappi muscolari, e lo stesso vale per il dopo-corsa. Il riscaldamento iniziale, così come il raffreddamento finale, può essere costituito anche da una semplice camminata di 5 minuti che anticipa e posticipa l’allenamento vero e proprio. Infine una corsa praticata su un suolo troppo duro e irregolare è ovviamente più pericolosa di una superficie più omogenea. L’ideale sarebbe correre su una pista da corsa oppure in un campo da calcio ben tenuto.

Nello sfortunato caso in cui il problema sia già insorto sarà invece necessaria una accurata visita da un ortopedico, il quale prescriverà, in base alla situazione, terapie mediche antinfiammatorie e/o fisiche, tenendo sempre validi i consigli della crioterapia locale (borsa del ghiaccio) più volte al giorno e il riposo di una durata adeguata al grado di infiammazione.

You may also like

Run