Aria nuova verso la RomaOstia

Sono poche le giornate veramente importanti della propria vita, quelle che lasciano un segno indelebile, quelle che mettono di buon umore al solo pensiero. Io ho avuto il privilegio di poterne vivere due nell’arco di un anno: il 25 febbraio 2018 ed il 10 marzo 2019.

Il 5 febbraio 2018 il peggiorare delle condizioni cliniche mi costringeva ad un ricovero d’urgenza presso il Policlinico Maggiore di Milano.  Chiarissimi, fin da subito, i medici. Mi dissero: “Ludovico, uscirai da qui solo con i polmoni nuovi”. Ero già in lista trapianto, prima a Roma e successivamente a Milano, ma non si pensava ad un declino così rapido.

E sì perché la fibrosi cistica, malattia genetica che “mi accompagna” dalla nascita, avanza inesorabilmente e spesso l’assunzione di tutti i farmaci e il seguire pedissequamente le terapie prescritte dai medici non è sufficiente a rallentarne la progressione. Gli organi maggiormente colpito sono i polmoni. Continue polmoniti ne distruggono il tessuto, causandone una perdita irreversibile della funzionalità.  Questo è il minimo comun denominatore della patologia, ma ciò nonostante ogni paziente vive un declino diverso e influenzato da molti fattori (principalmente genetici, considerato che esistono più di 2000 mutazioni del gene fibrosi cistica).

La mia vita sociale e sportiva è stata quella di un ragazzo qualsiasi fino ai 20 anni (sebbene caratterizzata da aerosol e fisioterapie quotidiane). Intorno ai 23 anni, si è resa necessaria l’ossigeno terapia per fare sport. Successivamente sono passato ad un regime di ossigeno terapia h24 unitamente al ventilatore polmonare durante la notte. Infine la ventilazione h24, gli ultimi mesi prima del trapianto. Dopo 20 giorni di ricovero, il 24 febbraio 2018 alle ore 20 circa, ricevevo la così tanto attesa chiamata. Organo disponibile, si va in sala operatoria.

Il 25 febbraio alle ore 8.00 è iniziato l’intervento. 12 ore di sala operatoria. Nulla se paragonate a 28 anni di terapie, riacutizzazioni, ricoveri e, perché no, anche qualche spavento quando tutto sembrava andare per il verso sbagliato. La voglia di entrare in sala operatoria, di salire (con le mie gambe!) su quel lettino operatorio alla ricerca di una seconda possibilità era tanta. Era l’unica cosa che volevo! Ed è quando mi sono sdraiato sul letto operatorio, qualche istante prima che l’anestesia prendesse il sopravvento, che ho pensato all’impegno preso con Andrea quando sono stato inserito in lista trapianto a Roma nel marzo 2017: “Dopo il trapianto ci prepariamo per la Roma-Ostia”.

E così è stato… dopo la primissima riabilitazione ho iniziato gli allenamenti con l’obiettivo di ottenere l’idoneità agonistica. A giugno la mia prima 5km, a settembre la 10km pensando sempre ai 21.097 metri. E così lo scorso 10 marzo, da quando è suonata la sveglia, l’unico pensiero è stato tagliare il traguardo ad Ostia.

Dopo 2h21min il momento più bello, sostenuto dagli amici di sempre e soprattutto da Andrea e dalla mia fidanzata Elia (pacer soprattutto nella vita!). Emozione unica, una vera boccata d’ossigeno dopo anni di apnea!

Adesso ci si prepara per la prossima “gara” con un occhio, perché no, ai 42.195km.

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